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di Emanuela Altilia
Un grande progetto, Nuova alleanza può essere definito sicuramente
un grande progetto a 360°, che abbraccia ogni aspetto dell'agire
quotidiano in politica. Soprattutto che punta a rinnovare,
rinnovare il partito, rinnovare il modo di fare cultura
politica, rinnovare il mondo giovanile, l'avanguardia della
Destra italiana. Nuova Alleanza nasce dall'incontro e dalla
convergenza di diverse esperienze politiche ed umane, questo
costituisce sicuramente un punto di forza, dal momento che
dalle differenze non si può che trarre arricchimento e crescita,
quando chi ne è portatore è disposto a mettersi in discussione
ed aperto alle istanze dei suoi interlocutori, come gli
uomini e le donne che hanno dato vita a questo progetto
hanno fatto. Oltre che momento di crescita, l'incontro di
diverse convergenze costituisce anche un elemento di novità:
quello che da questa unione nasce sicuramente è nuovo e
non può essere ricondotto a nulla di tutto quello che era
antecedente. "Si nasce per unire, non per dividere", altro
elemento distintivo del progetto Nuova Alleanza, nasce con
l'intento di unificare Alleanza nazionale, non per frammentarla.
Come tutti i migliori progetti Nuova Alleanza nasce per
rispondere a delle esigenze, nel caso specifico esigenze
che sono emerse dal basso, dalla base, e che nel progetto
stesso vogliono trovare risposta. Oltre che alla pressante
richiesta di unità (se non altro di intenti) del partito,
Nuova Alleanza nasce per rispondere al bisogno, molto sentito
di rinnovamento strutturale di Alleanza Nazionale, e per
questo, nella tesi di Bologna, in occasione del secondo,
storico congresso, il congresso di una destra finalmente
di Governo, c'era la proposta di una partito con una maggiore
autonomia per le sedi periferiche, il cui funzionamento
è troppo spesso influenzato da meccanismi capitolini. L'altra
grande proposta avanzata da Nuova Alleanza in quella sede
fu spesso sintetizzata con l'espressione "l'uomo giusto
al posto giusto", ovvero la selezione e la formazione che
rendano la classe dirigente all'altezza dei compiti da svolgere
e delle aspettative che militanti ed elettori ripongono
in essa. La formazione della futura classe dirigente non
può prescindere dai due elementi che più di tutti assumono
importanza nell'evoluzione odierna della politica, ed in
particolare nell'evoluzione della Destra italiana, divenuta
classe di governo della Nazione: gli istituti di cultura
ed i movimenti giovanili. Due grandi risorse che la Destra
non deve sprecare, visto che già oggi hanno dimostrato la
loro importanza strategica. Da oltre cinque anni a Roma
opera l'Osservatorio Parlamentare, istituto di cultura politica
cui principale animatore è stato Adolfo Urso. Caratteristica
peculiare dell'istituto é quella di essere stato, non solo
uno dei primi del Centro-Destra, ma sicuramente il primo
ad occuparsi della formazione della classe dirigente di
tutta la Casa delle Libertà. Nelle sue attività infatti
possono rintracciarsi tutti i filoni della cultura politica
italiana a cui i partiti della CdL si ispirano, ed alle
sue attività prendono attivamente parte giovani provenienti
da tutti i partiti della coalizione. Ed a testimonianza
del fatto che l'Osservatorio parlamentare funziona vi sono
i numerosi successi riscossi, ed il fatto che stanno nascendo
sedi periferiche dell'istituto, come quella di Padova e
di Bologna, che riportano sull'intero territorio nazionale
l'esperienza romana. Nuova Alleanza vuole dunque puntare
sulla cultura politica e sui giovani. Per questo crede molto
nel ruolo e nel rilancio del movimento giovanile della Destra
italiana, Azione Giovani. Il contributo che i giovani possono
portare alla vita politica del partito - e non solo - passa
sicuramente da una strategia di rilancio di Ag, rilancio
che deve partire da un ripensamento dei ruoli che i movimenti
giovanili devono giocare ora che la Destra governa la Nazione.
I giovani devono e vogliono avere principalmente tre ruoli
che storicamente sono stati a loro riconosciuti: avanguardia
del partito, da loro deve partire in origine la proposta
politica che si trasforma in azione di governo; sonda che
nella società, nella scuola, dell'Università, del quartiere
o dello sport possa portare in seno alla maggioranza di
governo le istanze le richieste ed i bisogni che queste
realtà ci arrivano; "spina nel fianco", come ha recentemente
ricordato anche il Vice Premier Fini, i giovani devono essere
vigili sull'operato del partito perché questo non possa
deviare dai suoi obiettivi originali.
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