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di Giovanni Collino
Fin dalla mia prima giovinezza, non ho mai fatto mistero
delle mie idee politiche ad alcuno. Le prime scelte che
mi hanno animato vanno ricercate all'interno di una cultura
familiare dove i valori di riferimento non potevano che
indirizzarmi ad abbracciare i valori della destra. Un percorso
che si è intrecciato con la mia stessa vita, con passione,
a volte anche con una buona dose di incoscienza, ma sempre
senza calcolo alcuno. Ho avuto poi la fortuna di avere un
grande maestro come Feruccio de Micheli Vitturi, che ci
ha cresciuti facendoci capire il valore della Politica con
la "P" maiuscola e delle regole, il rispetto per l'amico
ma anche, come si diceva allora, per il "nemico". Ciò che
ispirava i nostri "maestri" di allora era la politica delle
cose da fare, non solo quella delle cose da dire, né tanto
meno quella fatta di furbizie e prevaricazioni pur di arrivare
o di avere, senza il rispetto di alcuna regola. Erano indubbiamente
anni diversi ed eravamo all'opposizione, ma la differenza
rispetto ad oggi è costituita non solo e non tanto da questi
fattori, quanto soprattutto dalla qualità delle persone
e dei comportamenti di una "classe" che troppe volte, nel
panorama politico di oggi, non si scorge più. Parlando di
queste cose all'interno del partito, a volte mi sono sentito
osservato come fossi un marziano, quasi che alcune tendenze
di oggi, disastrose alla prova dei fatti, dovessero necessariamente
essere accettate da tutti come segno di modernità: ideale
e comportamentale. La mia crescita politica mi ha sempre
fatto vivere il partito come "comunità umana"; come strumento
per difendere la nostra identità politica e per fare politica,
per elaborare processi e saper dare risposte concrete ai
corpi sociali. Ma, al di sopra di tutto, ho sempre posto
la necessità di renderci credibili non solo per le nostre
proposte, ma prim'ancora e innanzitutto per la coerenza
tra i valori di riferimento e i nostri comportamenti. E'
con questa impostazione che io, nel mio Friuli, e tanti
altri, in ogni parte d'Italia, abbiamo portato il nostro
silenzioso ma prezioso contributo al "nostro" partito, concorrendo
a rendere credibile Alleanza Nazionale. Lo abbiamo fatto
dando corpo ad un modo di pensare, di essere, di sentire
e anche di intendere il partito che ad alcuni è apparso
e appare tuttora come una candida ingenuità; come se non
avessimo capito in che modo "gira la ruota"...Non è così,
poiché se avessimo voluto o volessimo ancora farlo, saremmo
certamente capaci anche noi di "gestire" o di utilizzare
la politica come un efficacissimo strumento di potere. Ma
non lo abbiamo fatto e continueremo a non farlo semplicemente
perché non appartiene al nostro dna. E quando - nonostante
fossi poco incline alla logica delle correnti - le condizioni
createsi all'interno del partito mi hanno spinto ad una
scelta, è stato proprio il mio modo di concepire la politica
e il partito che mi ha indotto ad aderire a Nuova Alleanza:
la componente con cui, rispetto alle altre, mi sentivo "più
in linea". Una componente che incarna tutte le anime culturali
e politiche della destra; che sa essere responsabilmente
partito; che, per la caratteristica degli uomini che la
compongono, ha già più volte saputo rinunciare a propri
interessi di parte per far vincere Alleanza Nazionale, contrariamente
ad altre che, in nome del successo della loro "parte", hanno
più volte rischiato di far sparire il senso comune di un
intero partito. Dimenticando forse che se è vero che ognuno
di noi - dall' ultimo degli iscritti al Presidente Nazionale
- è importante nel singolo ruolo che ricopre per Alleanza
Nazionale, è ancora più vero che senza il Partito il nostro
futuro in politica sarebbe stato e sarebbe diverso. Il dibattito
in corso, che ci accompagnerà verso la Conferenza Organizzativa
per individuare una nuova forma di partito capace di rispondere
tanto alle diverse esigenze della politica quanto alle istanze
e alle sollecitazioni della base, è di primaria importanza.
Nuova Alleanza dovrà concorrere con tutte le intelligenze
a far lievitare un fattivo confronto interno per raggiungere,
anche su questo tema, il massimo dei risultati. Una nuova
forma-partito non si attua solamente riscrivendo lo Statuto
per renderlo "più in linea" con le nuove riforme costituzionali,
ma ridefinendo anche le regole non scritte: quelle che,
per opportunità, non si incardinano in un articolato ma
che, essendo il frutto della migliore tradizione comportamentale,
devono essere il seme per la crescita della coscienza di
ogni militante di Alleanza Nazionale e devono tornare ad
essere cartina di tornasole dell'azione tanto dei singoli
dirigenti quanto del partito nel suo insieme. Il rispetto
delle regole, a qualsiasi livello, è la prima e più forte
garanzia contro ogni forma di arroganza e di libertarismo:
due mali che potrebbero portarci (e non lo vorremmo mai)
a dovere affrontare, anche al nostro interno, la questione
morale. Nuova Alleanza, che si oppone con determinazione
ad ogni forma di "talebanismo politico" vuole porsi come
forza portatrice di una cultura che considera la componente
un contenitore di idee, un luogo di crescita politica e
di confronto per costruire una proposta politica attraverso
azioni concrete e non inutili parole. Nuova Alleanza "per"...;
mai Nuova Alleanza "contro"... La nostra componente si è
già data un'organizzazione su base territoriale, necessaria
per rendere razionale ogni iniziativa ma anche per raccogliere
i frutti del dibattito politico e individuare quanti amano
la "politica del fare". Siamo infatti consapevoli che in
uno scenario di scetticismo collettivo, quale è quello che
rappresenta oggi il rapporto tra la gente comune e la classe
politica tout court, solo i fatti potranno consentirci di
"fare opinione" e attrarre consenso, da destra. Nelle prossime
settimane, daremo vita ad un serrato dibattito non solo
sui valori della nostra identità messi a confronto con il
mutamento degli scenari nazionali, europei e internazionali,
ma anche sui temi del vivere comune che riguardano la quotidianità
di ogni singolo cittadino. (Lavoro, Sanità, Fisco, Scuola,
Giustizia ecc.). Nuova Alleanza si impegna ad essere, con
i suoi Senatori e Deputati, motore propulsivo per completare
il processo delle riforme e pungolo perché ci si impegni
su questioni a volte trascurate o poste in basso nella agenda
delle priorità. Fra i tanti temi posti all'attenzione del
Governo, Nuova Alleanza ritiene che debba essere dato uno
spazio adeguato al problema della "questione giovanile",
consapevole che affrontare il mondo dei giovani e degli
adolescenti non significa parlare a quel mondo. Significa,
al contrario, saper ascoltare quel mondo, che appare cresciuto
forse troppo velocemente, anche a causa dei mezzi di comunicazione,
e che è fragile nella sua formazione interiore, nei valori
di riferimento. E' nostro dovere impegnarci a fondo - innanzitutto
con l'esempio personale - per spazzare via dal mondo dei
giovani cinismo, logica carrieristica, atteggiamenti e mentalità
figli del "rampantismo", riportando i valori ideali della
vita e i contenuti di una politica che sappia essere punto
di riferimento per i loro sogni e per il loro domani. Dobbiamo
riuscire a dare certezze ai nostri giovani attraverso esempi
concreti, parlando il loro linguaggio che è sempre - anche
nei momenti di silenzio - "linguaggio del cuore e dei sentimenti":
quel linguaggio che i nostri padri ci hanno insegnato e
che molti hanno dimenticato o messo in disuso. E' con questo
spirito e con queste intenzioni che lavorerò per coordinare
Nuova Alleanza, offrendo e chiedendo la collaborazione di
tutti, consapevole che la politica non è solo saper negoziare,
ascoltare e capire, ma anche saper stimolare e valorizzare
la parte migliore di ognuno, imparando a delegare affinché
tutti si sentano e siano realmente parte del nostro progetto
comune.
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