E' necessaria una conferenza programmatica

di ADOLFO URSO

Un anno fa, il Governo faceva i primi passi e il partito si preparava al Congresso, il primo dopo Fiuggi. Un atto importante, decisivo, su cui occorreva mobilitare le migliori energie. Creammo allora Nuova Alleanza nella convinzione che occorreva riaprire un Congresso, che sembrava già chiuso, e animare il confronto senza steccati, non per confondere e dividere ma per chiarire e unire. In pochi credevano che ci saremmo riusciti e noi stessi non pensavamo che avremmo raggiunto in così breve tempo tali risultati. Ce l'abbiamo fatta, anche perché abbiamo voluto creare, sin dall'inizio, una "cosa nuova", priva di pregiudizi, che superasse le vecchie appartenenze. Una componente che nascesse all'interno della storia e del vissuto di Alleanza Nazionale, interamente proiettata sul futuro e, quindi, sui problemi concreti che una forza di Governo deve affrontare. Il Congresso è stata una grande prova per tutti e i relativi risultati sono estremamente significativi. Il partito è cresciuto, ha più considerazione interna ed internazionale ed una classe dirigente unita e motivata. Un anno dopo, altri sono gli scenari e i problemi che dobbiamo risolvere. Non si tratta più di guardare solo al partito ma anche al Governo e alla sua coalizione, che appare divisa, sgomenta ed, in alcuni casi, litigiosa, come se la prova fosse troppo ardua ed avesse timore di affrontarla. Certo, la congiuntura internazionale è difficile, come nessuno aveva previsto, e non solo sul piano economico. I nostri partners sono in difficoltà, alcuni addirittura in recessione. E gli atti terroristici aggiungono angosce e timori. La ripresa si è allontanata e con essa anche i margini di manovra. Dovremo fare la nostra parte, in un contesto che appare tuttora confuso, con alleati incerti e prospettive difficili. Ma, proprio per questo, è necessario avere la massima responsabilità ed agire senza ambiguità. Si è detto che occorra una "verifica", per dirla con un termine del passato che, purtroppo, ancora non sembra del tutto superato. Noi crediamo che non sia la strada giusta e che il problema non riguardi tanto "gli equilibri" nella coalizione, quanto ciò che abbiamo fatto o che ci accingiamo a realizzare. Qualcuno ha parlato di argomentazioni fuori posto e probabilmente ha ragione. Forse se si rinunciasse a qualche battuta tutti ne trarremmo giovamento e certamente si eviterebbero disguidi e polemiche inutili. Ma i problemi ci sono e vanno affrontati, sono più profondi di quanto spesso appaia e, talvolta, anche più seri. Nasconderli non serve, anzi ci danneggia! Annunciare sempre che tutto va bene non è credibile e alla lunga non si rivela di efficace comunicazione. Ci sono problemi e ci sono soluzioni, nodi che vanno sciolti e decisioni che vanno prese. Molti obiettivi sono stati conseguiti, pur se vanno spiegati e rivendicati. Anche se abbiamo commesso degli errori, questi non devono essere negati, perché appariremmo meno credibili e meno incisivi, creando disagio proprio tra noi. Lo scorso anno si è instaurato un dibattito nel nostro Congresso, trovando una sintesi significativa e positiva. Si tratta ora di proporre all'intera coalizione di fare altrettanto, coinvolgendo tutti gli attori della politica in una apposita Conferenza Programmatica che veda insieme Governo, parlamentari, amministratori locali e dirigenti, unitamente ai soggetti sociali che sono a fondamento della nostra maggioranza, per delineare il percorso dei prossimi anni. Questo lo dobbiamo realizzare nel corso dell'attuale legislatura ! Il "nostro" patto, definito e aggiornato, va adeguato alle necessità che i nuovi scenari ci impongono. Inoltre, dalla "verifica", che non deve essere un incontro di "pochi" ma un confronto tra molti, dovrà scaturire un potenziamento della politica di riforme, quella politica cioè che avrebbe dovuto essere realizzata in tempo di "vacche grasse" e che altri, invece, che ci hanno preceduto, si sono ben guardati dal farla. Tocca a noi, comunque, di perseguirla, in tempi di "vacche magre", subito, nei prossimi mesi, prima che comincino le grandi tornate elettorali e che si compia la fase, già in atto, di allargamento ad Est dell'Unione Europea. Sappiamo sin d'ora che saranno scelte non facili ma abbiamo il dovere di discuterle, dibatterle e possibilmente di portarle a compimento. Peraltro, questa iniziativa editoriale di Nuova Alleanza contribuisce al dibattito sia tra le componenti di A.N. che, successivamente, attraverso il partito, nella coalizione di Governo. Infatti, in una logica maggioritaria, non è sufficiente risolvere i problemi del proprio partito se non si superano anche quelli esistenti all'interno della propria coalizione, che già, molti oggi, rischiano di diventare troppi se non affrontati in tempi brevi.

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